Erbe e spezie del benessere: il popolare peperoncino

Erbe e spezie del benessere: il popolare peperoncino
1 agosto 2018 Antonia Cosentino

Il peperoncino è una spezia certamente popolare ovunque in Italia, soprattutto nella cucina meridionale.

E non a caso: quattro dei suoi composti, infatti, hanno un effetto antibatterico che favorisce la conservazione dei cibi e ciò spiega perché più ci si sposti in regioni a clima caldo, maggiore sia l’uso del peperoncino in cucina.

Demonizzato in passato, oggi è stato completamente riabilitato da moltissime ricerche scientifiche, che ne sottolineano le straordinarie proprietà benefiche.

È, per cominciare, ricchissimo di vitamine: in particolare vitamina A, beta carotene, vitamina C ed E, dai conclamati effetti antiossidanti. Contiene poi sodio e potassio in grandi quantità e sali minerali come calcio, fosforo, magnesio, ferro e selenio, importantissimi per la salute del nostro organismo e per un buon metabolismo.

Fornisce al nostro corpo steroli vegetali altrimenti non sintetizzati spontaneamente e favorisce così il contrasto alla formazione e accumulo di colesterolo cattivo nel sangue, riducendo il rischio di malattie cardiovascolari.

Ha una funzione energizzante grazie al rilascio di adrenalina ed endorfine, ma anche analgesica.
Grazie alla vitamina C è un ottimo alleato per prevenire e curare raffreddori e infiammazioni della gola, soprattutto se usato insieme allo zenzero per un infuso.

Recenti studi hanno dimostrato che il peperoncino è un ottimo alleato anche contro diversi tipi di allergia, avendo capacità antistaminica e antinfiammatoria.

Per chi soffre di cattiva digestione non dovuta da iperacidità o acidità anomala, il peperoncino è una buona arma in quanto stimola la produzione di succhi gastrici.
Il peperoncino è anche uno stimolante delle terminazioni nervose e può essere d’aiuto in caso di reumatismi e artrosi attraverso soluzioni alcoliche filtrate per massaggiare.

Secondo la tradizionale medicina orientale, poi, è considerato un valido aiuto contro la depressione, perché agisce sul sistema nervoso simpatico creando un’azione simil-anfetaminica che favorisce il buon umore e alza il livello di attenzione.

Insomma una ragione in più, che non guasta mai, per insaporire i nostri piatti alla faccia della tristezza!

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